Inaugurata la mostra al Centro Culturale Cambio che rimarrà aperta fino al 18 novembre (orario: da martedì a domenica ore 10.00-13.00/16.00-19.00), sessanta foto inedite sul disastro del 4 novembre 1965
Quattro morti e oltre cinque miliardi di danni: questi i numeri della tragedia e del disastro causati dall’alluvione del 4 novembre 1966 a Castelfiorentino, uno dei comuni più colpiti dell’Empolese Valdelsa. Un bilancio pesante, destinato a lasciare un ricordo molto forte nella popolazione, che due giorni fa ha accompagnato con grande partecipazione le celebrazioni del 60° anniversario, iniziate al Centro Culturale Cambio e poi proseguite al Ridotto del Teatro del Popolo.Fra le iniziative contemplate dal programma, l’inaugurazione di una mostra fotografica al Centro Culturale Cambio, impreziosita da sessanta foto inedite provenienti dall’archivio privato di Jaurès Baldeschi, e la presentazione di un filmato, proiettato al Ridotto, realizzato all’epoca da Jaurès Baldeschi con una cinepresa 8mm. Il filmato, restaurato proprio in occasione di questa importante ricorrenza, documenta in modo impressionante tutte le fasi principali dell’inondazione (dalle prime ore del mattino fino al momento in cui il fiume Elsa ruppe gli argini) ed inoltre gli effetti distruttivi sul patrimonio abitativo e sul tessuto commerciale, artigianale e industriale del territorio.
La mostra rimarrà aperta al Centro Culturale Cambio fino al 18 novembre (orario: dal martedì alla domenica ore 10.00-13.00/16.00-19.00, ingresso libero) e negli orari di apertura sarà possibile vedere anche il docufilm. Le sessanta foto rappresentano il risultato di una selezione accurata di ben 168 scatti, che Jaures Baldeschi aveva realizzato contestualmente al filmato e conservato in un cassetto per decenni, in attesa di poterli sviluppare. Insieme al filmato, le foto restituiscono alla memoria collettiva una documentazione straordinaria su uno degli eventi più tragici avvenuti in quest’area della Valdelsa fiorentina negli ultimi settant’anni.
Le iniziative del 60° anniversario dell’Alluvione fanno parte di un progetto presentato dal Circolo del Cinema Angelo Azzurro UICC (e dal direttore artistico, Jaurès Baldeschi) realizzato da Banca di Cambiano 1884 Spa e dall’Ente Cambiano Spa in collaborazione con il Comune di Castelfiorentino, la Fondazione Teatro del Popolo, il Centro Culturale Cambio e il Gruppo Fotografico Giglio Rosso, con il contributo della mesticheria Ciapetti e l’Unipol.
“Il 4 novembre – sottolinea l’Assessore alla Cultura, Franco Spina - abbiamo inaugurato "𝟏𝟗𝟔𝟔-𝟐𝟎𝟐𝟔", fra le sale espositive del Cambio Centro Culturale e il Ridotto del Teatro Del Popolo Castelfiorentino. Un grande percorso documentario, con materiale d'archivio inedito recentemente restaurato, una mostra e un docufilm dedicati al ricordo, alla testimonianza e alla riflessione. Un evento che unisce memoria e arte, da oggi 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐥 𝟏𝟖 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞, e che documenta, a 60 anni da quell'evento, la nostra storia (che è quella di tutti gli uomini): una ferita aperta, ma anche la testimonianza del grande spirito di solidarietà e resilienza della nostra comunità. Custodire la memoria e mantenere vivo il patrimonio culturale e umano significa tracciare una linea di continuità fra passato, presente e futuro e ricordarci, sempre, coraggiosamente fragili ma soprattutto parte di una collettività unita nella costruzione, fisica e umana, della città”.
“Con l’inaugurazione della mostra fotografica e la proiezione del docufilm restaurato di Mercoledi 4 novembre 2026 in occasione del 60° anniversario dell’alluvione – ha dichiarato Jaurès Baldeschi - devo confessare di essermi commosso, per la bella e affettuosa presenza di tanti cittadini che si complimentavano e aggiungevano ricordi drammatici. Anch’io ho ripercorso momenti incredibili di incoscienza giovanile per filmare certe situazioni. In molti mi chiedono dove si può rivedere il film, posso dire che ci saranno altre occasioni anche perché per un problema tecnico non è stato possibile vedere la copia in pellicola che è un’altra cosa rispetto a quella proiettata in digitale. Voglio comunque ricordare che fino al 18 novembre nell’ambito della mostra al centro culturale CAMBIO è possibile vedere l’intero docufilm. Un grazie a tutti coloro che hanno voluto condividere questa esperienza e in particolare all’Ente e alla Banca Cambiano che hanno reso possibile quest’impresa”.
«Queste iniziative – osserva il Presidente dell’Ente Cambiano Spca, Paolo Regini - hanno confermato quanto la memoria sia ancora profondamente viva nella comunità e quanto sia importante creare occasioni capaci di renderla condivisa. Le fotografie e il documentario non hanno semplicemente raccontato ciò che accadde sessant’anni fa: hanno riaperto ricordi, generato testimonianze e permesso anche a chi non ha vissuto direttamente quei giorni di comprenderne la portata. È questo il risultato più importante del progetto. Come Ente Cambiano siamo particolarmente soddisfatti di aver contribuito a restituire alla comunità un patrimonio di immagini e di memoria. Custodire la storia significa anche creare un legame tra generazioni e rafforzare il senso di appartenenza a un territorio: un impegno che sentiamo profondamente nostro»